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    <title>Travelandfunny :: Videos</title>
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    <language>en-us</language>
    <managingEditor>ombremisterioso@hotmail.it (Andrea Arrigoni)</managingEditor>
    <webMaster>muzedon@gmail.com (Simone Usai)</webMaster>
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      <title>Pueblo di Taos</title>
      <description>&lt;a href=&quot;vwatch.php?id=729&quot; title=&quot;Pueblo di Taos&quot; class=&quot;&quot;&gt;&lt;img class=&quot;video-thumb&quot; src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/B_5NaWuw0mA/default.jpg&quot; height=&quot;90&quot; width=&quot;120&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; Pueblo di Taos
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Gli edifici della parte settentrionale sono tra i più colorati e fotografati dell'emisfero occidentale. È la più grande struttura Pueblo ancora in piedi, e tuttora abitata. È costruita con mattoni di paglia e fieno che superano il metro di spessore. L'obbiettivo principale era la difesa. Fino al 1900 l'accesso alle stanze dei piani bassi era basato sull'uso di una scala che portava sul tetto, da cui si poteva scendere utilizzando una scala interna. In caso d'attacco la scala esterna poteva facilmente essere sollevata.

Le case erano composte normalmente da due stanze, la prima fungeva da salotto e stanza da letto, la seconda da cucina, sala da pranzo e magazzino. Non esistono collegamenti tra le varie abitazioni. Gli indiani Taos raramente usavano mobili in passato, ma al giorno d'oggi è comune l'uso di tavoli, sedie e letti. Nel Pueblo l'elettricità, l'acqua corrente e le tubature interne sono vietate.

Le mura cittadine racchiudevano l'intero villaggio ad eccezione dell'ingresso come simbolo dei confini comunali. Ora il muro è piuttosto corto, ma in passato serviva principalmente per difendersi dalle tribù confinanti. Il fiume scorre attraverso il Pueblo fornendo anche una fonte per bere e cucinare. In inverno il fiume non si congela mai del tutto, nonostante venga ricoperto da una sottile lastra di ghiaccio. A causa del suo scorrere veloce, il ghiaccio può essere rotto per raggiungere l'acqua fresca sottostante.

All'interno del Pueblo si trovano fedeli di tre religioni: Cristianesimo, la religione originaria, e la Native American Church. Buona parte degli indiani sono cattolici. San Geronimo, o Saint Jerome, è il patrono comunale.

Molti archeologi credono che gli indiani Taos, assieme ad altri Pueblo, si insediarono lungo il Rio Grande dopo essersi spostati dalla regione dei Four Corners. Le case di quella regione vennero abitate dagli Anasazi, ma una lunga siccità nel tardo 1200 potrebbero averli obbligati a spostarsi sulle rive del Rio Grande dove l'acqua non era un problema.

Il forte spirito di comunità, sintetizzato nella frase "siamo in un nido", ha cementato il popolo Taos. Uomini e donne offrivano i propri servizi alla comunità quando necessario. Bisognava essere cooperativi ed impedire che i propri desideri diventassero negativi per il gruppo. Una delle più forti istituzioni Taos era la famiglia. Le due famiglie d'origine (paterna e materna) erano ugualmente riconosciute. Ogni famiglia abitava un diverso edificio per cui, quando una coppia si sposava, i due nuovi coniugi si trasferivano in una nuova abitazione. Gli anziani insegnavano ai giovani i valori e le tradizioni che da sempre proteggevano l'integrità della cultura Taos.

Il Pueblo di Taos (o Taos Pueblo), abitato per oltre un millennio, è l'antico pueblo di una tribù di nativi americani di razza Pueblo che parlava la lingua Tiwa. Si trova a circa 1,6 chilometri a nord dell'attuale città di Taos, nel Nuovo Messico, USA, sul Red Willow Creek o Rio Pueblo, un piccolo fiume che sgorga dal Sangre de Cristo Range, nelle Montagne Rocciose. Copre un'area di 384 km², e circa 2.000 persone vi vivono. In lingua Tiwa, il nome Taos diventa Tua-tah, che significa "il nostro villaggio". Il Pueblo di Taos è uno degli Otto Pueblo Settentrionali.

La più interessante costruzione del Pueblo di Taos è un complesso residenziale di case costruite con mattoni di paglia e fango, diviso in due dal Rio Pueblo. Secondo il the Pueblo's Web site venne probabilmente costruito tra il 1000 ed il 1450. È stato inserito tra i National Historic Landmark il 9 ottobre 1960, ed in seguito divenne un Patrimonio dell'umanità. Dal 2006 circa 150 persone vivono regolarmente</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=729</link>
      <pubDate>Tue, 27 Jul 2010 10:38:27 GMT</pubDate>
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    </item>
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      <title>Pueblo di Taos</title>
      <description>&lt;a href=&quot;vwatch.php?id=728&quot; title=&quot;Pueblo di Taos&quot; class=&quot;&quot;&gt;&lt;img class=&quot;video-thumb&quot; src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/DNCSpor45VE/default.jpg&quot; height=&quot;90&quot; width=&quot;120&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; Pueblo di Taos
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Gli edifici della parte settentrionale sono tra i più colorati e fotografati dell'emisfero occidentale. È la più grande struttura Pueblo ancora in piedi, e tuttora abitata. È costruita con mattoni di paglia e fieno che superano il metro di spessore. L'obbiettivo principale era la difesa. Fino al 1900 l'accesso alle stanze dei piani bassi era basato sull'uso di una scala che portava sul tetto, da cui si poteva scendere utilizzando una scala interna. In caso d'attacco la scala esterna poteva facilmente essere sollevata.

Le case erano composte normalmente da due stanze, la prima fungeva da salotto e stanza da letto, la seconda da cucina, sala da pranzo e magazzino. Non esistono collegamenti tra le varie abitazioni. Gli indiani Taos raramente usavano mobili in passato, ma al giorno d'oggi è comune l'uso di tavoli, sedie e letti. Nel Pueblo l'elettricità, l'acqua corrente e le tubature interne sono vietate.

Le mura cittadine racchiudevano l'intero villaggio ad eccezione dell'ingresso come simbolo dei confini comunali. Ora il muro è piuttosto corto, ma in passato serviva principalmente per difendersi dalle tribù confinanti. Il fiume scorre attraverso il Pueblo fornendo anche una fonte per bere e cucinare. In inverno il fiume non si congela mai del tutto, nonostante venga ricoperto da una sottile lastra di ghiaccio. A causa del suo scorrere veloce, il ghiaccio può essere rotto per raggiungere l'acqua fresca sottostante.

All'interno del Pueblo si trovano fedeli di tre religioni: Cristianesimo, la religione originaria, e la Native American Church. Buona parte degli indiani sono cattolici. San Geronimo, o Saint Jerome, è il patrono comunale.

Molti archeologi credono che gli indiani Taos, assieme ad altri Pueblo, si insediarono lungo il Rio Grande dopo essersi spostati dalla regione dei Four Corners. Le case di quella regione vennero abitate dagli Anasazi, ma una lunga siccità nel tardo 1200 potrebbero averli obbligati a spostarsi sulle rive del Rio Grande dove l'acqua non era un problema.

Il forte spirito di comunità, sintetizzato nella frase "siamo in un nido", ha cementato il popolo Taos. Uomini e donne offrivano i propri servizi alla comunità quando necessario. Bisognava essere cooperativi ed impedire che i propri desideri diventassero negativi per il gruppo. Una delle più forti istituzioni Taos era la famiglia. Le due famiglie d'origine (paterna e materna) erano ugualmente riconosciute. Ogni famiglia abitava un diverso edificio per cui, quando una coppia si sposava, i due nuovi coniugi si trasferivano in una nuova abitazione. Gli anziani insegnavano ai giovani i valori e le tradizioni che da sempre proteggevano l'integrità della cultura Taos.

Il Pueblo di Taos (o Taos Pueblo), abitato per oltre un millennio, è l'antico pueblo di una tribù di nativi americani di razza Pueblo che parlava la lingua Tiwa. Si trova a circa 1,6 chilometri a nord dell'attuale città di Taos, nel Nuovo Messico, USA, sul Red Willow Creek o Rio Pueblo, un piccolo fiume che sgorga dal Sangre de Cristo Range, nelle Montagne Rocciose. Copre un'area di 384 km², e circa 2.000 persone vi vivono. In lingua Tiwa, il nome Taos diventa Tua-tah, che significa "il nostro villaggio". Il Pueblo di Taos è uno degli Otto Pueblo Settentrionali.

La più interessante costruzione del Pueblo di Taos è un complesso residenziale di case costruite con mattoni di paglia e fango, diviso in due dal Rio Pueblo. Secondo il the Pueblo's Web site venne probabilmente costruito tra il 1000 ed il 1450. È stato inserito tra i National Historic Landmark il 9 ottobre 1960, ed in seguito divenne un Patrimonio dell'umanità. Dal 2006 circa 150 persone vivono regolarmente</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=728</link>
      <pubDate>Tue, 27 Jul 2010 10:35:28 GMT</pubDate>
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      <title>Independence Hall's Bell Tower </title>
      <description>&lt;a href=&quot;vwatch.php?id=727&quot; title=&quot;Independence Hall's Bell Tower &quot; class=&quot;&quot;&gt;&lt;img class=&quot;video-thumb&quot; src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/ps-gKH5kPQY/default.jpg&quot; height=&quot;90&quot; width=&quot;120&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; La Liberty Bell (in italiano Campana della libertà), si trova a Filadelfia, Pennsylvania, dove arrivò il 1º settembre 1752, ed ha un grande significato storico per gli americani. La Liberty Bell è forse il simbolo più comunemente associato alla Rivoluzione americana. L'8 luglio del 1776, il suo suono radunò i cittadini di Filadelfia per la lettura della Dichiarazione d'indipendenza. Precedentemente, aveva suonato per annunciare l'apertura del Primo congresso continentale nel 1774 e dopo la battaglia di Lexington e Concord nel 1775.

La Liberty Bell è conosciuta anche come la "Old State House bell" (Vecchia Campana della Casa dello Stato) dal 1837, quando fu adottata dalla società americana contro la schiavitù, come simbolo del movimento abolizionista. Negli Stati Uniti, la Liberty Bell è uno dei più familiari simboli di indipendenza, amore per la patria e libertà.

Fu installata in passato nella torre dell'Independence Hall, uno dei venti siti statunitensi ad essere stati inseriti dall'UNESCO tra i Patrimoni dell'umanità. Nel 1876, nel centenario dell'indipendenza, lasciò il posto ad una Centennial Bell. Al giorno d'oggi la campana, con la sua famosa crepa, è esposta lungo la strada all'interno del Liberty Bell Center.</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=727</link>
      <pubDate>Tue, 27 Jul 2010 10:26:31 GMT</pubDate>
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      <title>Parco Nazionale cultura Chaco</title>
      <description>&lt;a href=&quot;vwatch.php?id=726&quot; title=&quot;Parco Nazionale cultura Chaco&quot; class=&quot;&quot;&gt;&lt;img class=&quot;video-thumb&quot; src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/80ySuKApCDc/default.jpg&quot; height=&quot;90&quot; width=&quot;120&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; Patrimonio dell'umanità situato nell'arida e inospitale regione dei Four Corners, i siti culturali dei Chaco sono fragili; il rischio di erosione causato dai turisti ha portato ad esempio alla chiusura al pubblico di Fajada Butte. I luoghi sono considerati sacri da tempo immemorabile dagli Hopi, dai Navajo e dai Pueblo, i quali continuano a tramandare tradizioni orali narranti della storica migrazione da Chaco e della relazione spirituale con la terra[7][8]. Nonostante gli sforzi di conservazione del parco confliggano spesso con le credenze religiose dei nativi, alcune rappresentanze tribali cooperano strettamente con il National Park Service al fine di condividere la loro conoscenza e il rispetto del patrimonio della cultura chacoana[7].</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=726</link>
      <pubDate>Tue, 27 Jul 2010 10:23:08 GMT</pubDate>
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      <title>parco Nazionale cultura Chaco - Case grandi</title>
      <description>&lt;a href=&quot;vwatch.php?id=725&quot; title=&quot;parco Nazionale cultura Chaco - Case grandi&quot; class=&quot;&quot;&gt;&lt;img class=&quot;video-thumb&quot; src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/QRixuF6_Rng/default.jpg&quot; height=&quot;90&quot; width=&quot;120&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; Patrimonio dell'umanità situato nell'arida e inospitale regione dei Four Corners, i siti culturali dei Chaco sono fragili; il rischio di erosione causato dai turisti ha portato ad esempio alla chiusura al pubblico di Fajada Butte. I luoghi sono considerati sacri da tempo immemorabile dagli Hopi, dai Navajo e dai Pueblo, i quali continuano a tramandare tradizioni orali narranti della storica migrazione da Chaco e della relazione spirituale con la terra[7][8]. Nonostante gli sforzi di conservazione del parco confliggano spesso con le credenze religiose dei nativi, alcune rappresentanze tribali cooperano strettamente con il National Park Service al fine di condividere la loro conoscenza e il rispetto del patrimonio della cultura chacoana[7].</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=725</link>
      <pubDate>Tue, 27 Jul 2010 10:22:05 GMT</pubDate>
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      <title>Parco nazionale cultura Chaco</title>
      <description>&lt;a href=&quot;vwatch.php?id=724&quot; title=&quot;Parco nazionale cultura Chaco&quot; class=&quot;&quot;&gt;&lt;img class=&quot;video-thumb&quot; src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/SkRWAXrkoWI/default.jpg&quot; height=&quot;90&quot; width=&quot;120&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; Parco nazionale storico della cultura Chaco
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Gli enormi complessi noti come "Grandi Case" erano il fulcro dello stile architetturale e religioso Chaco. Nonostante lo stile si sia modificato nel corso dei secoli, le case mantennero molte caratteristiche tipiche. La più importante di queste è la loro dimensione; molti complessi del Chaco Canyon possiedono una media di 200 case ognuno, con punte di 700.[43] Anche l'aspetto delle singole case era costante, con soffitti alti se comparati a quelli del precedente periodo Anasazi. Erano anche ben progettate, con intere ali costruite in un lotto unico, piuttosto che grazie a piccoli incrementi. In generale le case si affacciano a sud, e le piazze sono circondate da edifici senza sbocchi o da alte mura. Le costruzioni su più piani raggiungevano spesso i quattro o cinque livelli, con uno solo di questi che si affacciava sulla piazza. Le case erano spesso divise in appartamenti, con le stanze frontali più grandi di quelli sul retro, mobilia e magazzini.

Le strutture religiose, note come kiva, venivano costruite in proporzione al numero delle case di un pueblo. In media veniva costruito un piccolo kiva ogni 29 case. Nove complessi ospitavano anche un Grande Kiva, che poteva raggiungere i 19 metri di diametro. Tutti i kiva Chacoani condividevano caratteristiche architetturali comuni, comprese le entrate a T e le architravi in pietra. Venivano costruite anche le mura, e le Grandi Case erano costruite principalmente con la tecnica del core-and-veneer: due mura parallele che sostenevano blocchi orizzontali di arenaria cotti in forni d'argilla. Lo spazio tra i due muri veniva riempito con ballast, che formava il nucleo delle mura. A questo punto le mura venivano coperte con uno strato di piccole pietre di arenaria, pressati in uno strato di fango.[55] Le pietre di superficie venivano solitamente disposte per creare disegni geometrici. Le costruzioni Chacoane, nel loro complesso, richiesero il legno di 200 000 conifere, trascinate a mano dalle montagne distanti 113 chilometri.

 Il canyon centrale [modifica]

La porzione centrale del canyon contiene i più grandi complessi Chaco. Il più studiato è sicuramente Pueblo Bonito ("Bel Villaggio"); copre quasi 8000 m², include 650 case ed è la più spaziosa delle Grandi Case; alcune parti del complesso erano alte quattro piani. L'uso che i costruttori fecero dell'edilizia su più piani richiedeva robuste mura di mattoni spesse fino ad un metro. Pueblo Bonito è diviso in due parti da un muro che segue perfettamente la direzione nord-sud, tagliando anche la piazza centrale. Un grande kiva è presente su entrambi i lati del muro, creando una disposizione simmetrica tipica di numerose Grandi Case Chacoane. Il complesso, al culmine dello splendore, raggiunse circa la dimensione del Colosseo.[43]

A poca distanza si trova il Pueblo del Arroyo. La sua costruzione venne iniziata tra il 1050 ed il 1075, completato nel XII secolo, e si trova nei pressi di una sorgente nota come South Gap. Casa Rinconada contiene una Grande Casa ed è relativamente isolata rispetto agli altri siti del Chaco canyon. Si trova a sud del Chaco Wash, vicino alla strada che conduce a due rampe di scale che raggiungevano la sommità del Chacra Mesa. Il kiva è isolato, senza strutture residenziali o di supporto; una volta era dotato di un passaggio largo 12 metri che collegava il sotterraneo ai piani superiori. Chetro Ketl si trova vicino a Pueblo Bonito, mostra la tipica forma a D di molti complessi centrali, ma è leggermente più piccolo degli altri. La sua costruzione iniziò tra il 1020 ed il 1050, e le sue 450–550 case appartenevano ad un unico Grande Kiva. Gli scienziati stimano che furono necessarie 29 135 ore-uomo di lavoro per la costruzione del solo Chetro Ketl; Hewett quantificò il materiale usato in 5000 alberi e 50 milioni di blocchi di pietra.[44]

Il Kin Kletso ("Casa Gialla") fu un complesso di medie dimensioni situato 800 metri ad ovest di Pueblo Bonito; mostra evidenti prove che dimostrano la presenza di Pueblo del bacino di San Juan nella sua costruzione. La forma rettangolare e l'aspetto sono tipici del secondo gruppo culturale che abitò la regione, piuttosto che del terzo o delle sue varianti Chaco. È composto da circa 55 case, quattro kiva al piano terra, ed una torre cilindrica a due piani che potrebbe essere servita da kiva o da centro religioso. Sono state scoperte prove della presenza di una fabbrica in cui si lavorava l'ossidiana nei pressi del villaggio, struttura eretta tra il 1125 ed il 1130.

Il Parco nazionale storico della cultura Chaco è un parco nazionale storico degli Stati Uniti e patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Possiede la più densa ed eccezionale concentrazione di pueblo dell'America sud-occidentale. Il parco si trova nel nord-ovest del Nuovo Messico, tra Albuquerque e Farmington, in una vallata quasi inaccessibile tagliata dal Chaco Wash. Presenta il più ricco assortimento di rovine a nord del Messico, e conserva una delle più affascinanti aree storiche e culturali d'America[1].

Tra il 900 ed il 1150 il canyon Chaco fu uno dei principali centri culturali degli antichi Pueblo[2]. I Chacoani estrassero blocchi di arenaria e trascinarono legname da grande distanza, assemblando quindici dei maggiori complessi rimasti in America settentrionale fino al XIX secolo[1][3]. L'archeoastronomia ha evidenziato nella cultura Chaco la presenza di conoscenze astronomiche, portando come esempio l'incisione rupestre del "Sun Dagger" presso Fajada Butte. Molti edifici Chacoani erano allineati per poter registrare i cicli solari e lunari,[4] il che ha sicuramente richiesto generazioni di osservazioni astronomiche e secoli di conoscenza[5]. Si pensa che i mutamenti climatici abbiano costretto i Chaco ad emigrare abbandonando il canyon, in corrispondenza dell'inizio di 50 anni di siccità nel 1130[6].

Patrimonio dell'umanità situato nell'arida e inospitale regione dei Four Corners, i siti culturali dei Chaco sono fragili; il rischio di erosione causato dai turisti ha portato ad esempio alla chiusura al pubblico di Fajada Butte. I luoghi sono considerati sacri da tempo immemorabile dagli Hopi, dai Navajo e dai Pueblo, i quali continuano a tramandare tradizioni orali narranti della storica migrazione da Chaco e della relazione spirituale con la terra[7][8]. Nonostante gli sforzi di conservazione del parco confliggano spesso con le credenze religiose dei nativi, alcune rappresentanze tribali cooperano strettamente con il National Park Service al fine di condividere la loro conoscenza e il rispetto del patrimonio della cultura chacoana[7].</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=724</link>
      <pubDate>Tue, 27 Jul 2010 10:21:17 GMT</pubDate>
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    </item>
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      <title>Liberty Bell - La campana originale</title>
      <description>&lt;a href=&quot;vwatch.php?id=723&quot; title=&quot;Liberty Bell - La campana originale&quot; class=&quot;&quot;&gt;&lt;img class=&quot;video-thumb&quot; src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/9ExQ7u0Cqx0/default.jpg&quot; height=&quot;90&quot; width=&quot;120&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; La campana originaria, con la famosa crepa, è esposta lungo la strada all'interno del Liberty Bell Center</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=723</link>
      <pubDate>Tue, 27 Jul 2010 10:15:22 GMT</pubDate>
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      <title>Independence Hall - Philadelphia</title>
      <description>&lt;a href=&quot;vwatch.php?id=722&quot; title=&quot;Independence Hall - Philadelphia&quot; class=&quot;&quot;&gt;&lt;img class=&quot;video-thumb&quot; src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/asb5IZIlVVo/default.jpg&quot; height=&quot;90&quot; width=&quot;120&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; Independence Hall è una costruzione di Filadelfia, Pennsylvania; per la precisione si trova su Chestnut Street, tra la 5° e la 6° Strada. È conosciuta principalmente per il fatto di essere l'edificio in cui venne discussa e ratificata la Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti. L'edificio venne completato nel 1753 e prese il nome di Pennsylvania State House, sede della Provincia della Pennsylvania. Divenne il luogo di incontro del Secondo congresso continentale durante la Rivoluzione Americana. La Dichiarazione d'Indipendenza, gli Articoli della Confederazione e la Costituzione degli Stati Uniti furono firmati presso l'Independence Hall. L'edificio fa ora parte del più esteso Independence National Historical Park ed è inserito tra i Patrimoni dell'umanità.</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=722</link>
      <pubDate>Tue, 27 Jul 2010 10:12:48 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>kos</title>
      <description>&lt;a href=&quot;vwatch.php?id=721&quot; title=&quot;kos&quot; class=&quot;&quot;&gt;&lt;img class=&quot;video-thumb&quot; src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/2NyQsYZd-O8/default.jpg&quot; height=&quot;90&quot; width=&quot;120&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; Misura circa 50 km di lunghezza per 12 km di larghezza nella parte più larga e vi vivono stabilmente circa 30.000 persone, di cui la maggior parte concentrate nel capoluogo omonimo dell'isola.

Oltre al capoluogo Coo, altri centri abitati dell'isola sono Kardamena, Kefalos, Tigaki, Antimachia, Mastichari, Marmari e Pyli, oltre ai più piccoli villaggi di Zia, Zipari, Platani, Lagoudi e alla comunità di Asfentiou, un centro composto da 5 villaggi oramai quasi del tutto abbandonati ai piedi del monte Dikeo, la cima più elevata dell'isola.

Sull'isola vi sono molti siti archeologici come l'Asclepeion, ovvero il tempio di Asclepio, dio greco della medicina, le terme, il Platano d'Ippocrate, dove l'omonimo passava il suo tempo a studiare considerato l'albero più antico d'Europa, l'odeon romano, il Castello di Neratzia, la fortezza medievale (ammodernata dai cavalieri Ospitalieri nel Rinascimento) posta all'ingresso del porto della cittadina di Coo e la fortezza di Antimachia.

Per gli amanti del mare ci sono molte spiagge da visitare. La parte settentrionale dell'isola è sempre battuta dal vento, ma ha fondali più cristallini rispetto invece a quella meridionale, con mare sempre calmo, acqua limpida ma fondale più scuro. Tra Kardamena e Coo ci sono le famose 'Thermes', delle piscine naturali di acqua caldissima e sulfurea. Andando in direzione di Kefalos si trova l'isola di Castri spesso visitata dai bagnanti che prendono il sole nella spiaggia di fronte.

Era famosa nell'antichità per aver dato i natali a Ippocrate, padre della medicina. Coo è seconda solo a Rodi per flusso turistico nel Dodecaneso.

Inizialmente abitata dai Cari, fu colonizzata dai Dori nell'XI secolo a.C. che la unirono alla Federazione ateniese sconfiggendo i Persiani due volte. Nel VI secolo a.C. fece parte dell'esapoli dorica (dal V secolo a.C. Pentapoli dorica). La città di Coo fu costruita nel 366 a.C. e presto divenne un porto prima dell'impero romano e quindi dell'impero bizantino. L'isola può vantare di aver ospitato lo storico bizantino Michele Coniata, dal 1204 al 1220, anno della sua morte, che era metropolita d'Atene, fuggito a causa dell'invasione dei Crociati della quarta crociata.

Conquistata dai Veneziani, l'isola fu quindi venduta ai Cavalieri di San Giovanni, già governatori della vicina isola di Rodi. Due secoli più tardi i Cavalieri lasciano l'isola e la cedono all'impero ottomano che la governa per i successivi 4 secoli.

Come le altre isole del Dodecaneso, fu occupata dall'Italia dal 1912. Nel 1933 un tremendo terremoto distrusse gran parte delle costruzioni che vennero in seguito ricostruite dagli italiani.

Alla fine della guerra divenne un protettorato britannico fino al 1947, anno in cui passò sotto la sovranità greca (7 marzo 1948).

http://it.wikipedia.org/wiki/Coo</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=721</link>
      <pubDate>Fri, 25 Jun 2010 14:28:03 GMT</pubDate>
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      <title>Kos</title>
      <description>&lt;a href=&quot;vwatch.php?id=720&quot; title=&quot;Kos&quot; class=&quot;&quot;&gt;&lt;img class=&quot;video-thumb&quot; src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/vpN_ZySAI8Y/default.jpg&quot; height=&quot;90&quot; width=&quot;120&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; Misura circa 50 km di lunghezza per 12 km di larghezza nella parte più larga e vi vivono stabilmente circa 30.000 persone, di cui la maggior parte concentrate nel capoluogo omonimo dell'isola.

Oltre al capoluogo Coo, altri centri abitati dell'isola sono Kardamena, Kefalos, Tigaki, Antimachia, Mastichari, Marmari e Pyli, oltre ai più piccoli villaggi di Zia, Zipari, Platani, Lagoudi e alla comunità di Asfentiou, un centro composto da 5 villaggi oramai quasi del tutto abbandonati ai piedi del monte Dikeo, la cima più elevata dell'isola.

Sull'isola vi sono molti siti archeologici come l'Asclepeion, ovvero il tempio di Asclepio, dio greco della medicina, le terme, il Platano d'Ippocrate, dove l'omonimo passava il suo tempo a studiare considerato l'albero più antico d'Europa, l'odeon romano, il Castello di Neratzia, la fortezza medievale (ammodernata dai cavalieri Ospitalieri nel Rinascimento) posta all'ingresso del porto della cittadina di Coo e la fortezza di Antimachia.

Per gli amanti del mare ci sono molte spiagge da visitare. La parte settentrionale dell'isola è sempre battuta dal vento, ma ha fondali più cristallini rispetto invece a quella meridionale, con mare sempre calmo, acqua limpida ma fondale più scuro. Tra Kardamena e Coo ci sono le famose 'Thermes', delle piscine naturali di acqua caldissima e sulfurea. Andando in direzione di Kefalos si trova l'isola di Castri spesso visitata dai bagnanti che prendono il sole nella spiaggia di fronte.

Era famosa nell'antichità per aver dato i natali a Ippocrate, padre della medicina. Coo è seconda solo a Rodi per flusso turistico nel Dodecaneso.

Inizialmente abitata dai Cari, fu colonizzata dai Dori nell'XI secolo a.C. che la unirono alla Federazione ateniese sconfiggendo i Persiani due volte. Nel VI secolo a.C. fece parte dell'esapoli dorica (dal V secolo a.C. Pentapoli dorica). La città di Coo fu costruita nel 366 a.C. e presto divenne un porto prima dell'impero romano e quindi dell'impero bizantino. L'isola può vantare di aver ospitato lo storico bizantino Michele Coniata, dal 1204 al 1220, anno della sua morte, che era metropolita d'Atene, fuggito a causa dell'invasione dei Crociati della quarta crociata.

Conquistata dai Veneziani, l'isola fu quindi venduta ai Cavalieri di San Giovanni, già governatori della vicina isola di Rodi. Due secoli più tardi i Cavalieri lasciano l'isola e la cedono all'impero ottomano che la governa per i successivi 4 secoli.

Come le altre isole del Dodecaneso, fu occupata dall'Italia dal 1912. Nel 1933 un tremendo terremoto distrusse gran parte delle costruzioni che vennero in seguito ricostruite dagli italiani.

Alla fine della guerra divenne un protettorato britannico fino al 1947, anno in cui passò sotto la sovranità greca (7 marzo 1948).

http://it.wikipedia.org/wiki/Coo</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=720</link>
      <pubDate>Fri, 25 Jun 2010 14:26:59 GMT</pubDate>
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