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    <title>Travelandfunny :: Main Stream</title>
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    <managingEditor>ombremisterioso@hotmail.it (Andrea Arrigoni)</managingEditor>
    <webMaster>muzedon@gmail.com (Simone Usai)</webMaster>
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      <title>No title</title>
      <description>&lt;img src="http://www.travelandfunny.com/uploads/images/19446/img_19446_1268416769.jpg" width="300" /&gt; &lt;br /&gt; di &lt;a href="http://www.travelandfunny.com/users.php?id?19446"&gt;doremi&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;No description&lt;br /&gt;</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/iwatch.php?id=279</link>
      <pubDate>Fri, 12 Mar 2010 18:59:29 GMT</pubDate>
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      <title>No title</title>
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      <pubDate>Fri, 12 Mar 2010 18:59:22 GMT</pubDate>
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      <title>No title</title>
      <description>&lt;img src="http://www.travelandfunny.com/uploads/images/19446/img_19446_1268416752.jpg" width="300" /&gt; &lt;br /&gt; di &lt;a href="http://www.travelandfunny.com/users.php?id?19446"&gt;doremi&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;No description&lt;br /&gt;</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/iwatch.php?id=277</link>
      <pubDate>Fri, 12 Mar 2010 18:59:12 GMT</pubDate>
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      <title>Farm Holidays Doremi</title>
      <description>&lt;img src="http://www.travelandfunny.com/uploads/images/19446/img_19446_1268416734.jpg" width="300" /&gt; &lt;br /&gt; di &lt;a href="http://www.travelandfunny.com/users.php?id?19446"&gt;doremi&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;The farm holidays Do Re Mi
is dipped in the green cervaschesi hills in a splendid zone near the Grana and Stura valleys entrance and he is far few minutes from Cuneo. 
At few kilometers Alba, Saluzzo, thermal and ski stations . 
The rooms, independents and comfortables, equipped with internal services are furnish with simplicity and taste of the past. 

In the pleasant living room it is possible to consume rich prepared breakfast with care and taste excellent biological products. 

&lt;br /&gt;</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/iwatch.php?id=276</link>
      <pubDate>Fri, 12 Mar 2010 18:58:54 GMT</pubDate>
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      <title>Alpi Marittime e Cozie</title>
      <description>&lt;img src="http://www.travelandfunny.com/uploads/images/19446/img_19446_1268341560.jpg" width="300" /&gt; &lt;br /&gt; di &lt;a href="http://www.travelandfunny.com/users.php?id?19446"&gt;doremi&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Un viaggio alla scoperta delle Valli Occitane del sud del Piemonte &lt;br /&gt;</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/iwatch.php?id=275</link>
      <pubDate>Thu, 11 Mar 2010 22:06:00 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Siracusa</title>
      <description>&lt;a href=&quot;vwatch.php?id=763&quot; title=&quot;Siracusa&quot; class=&quot;&quot;&gt;&lt;img class=&quot;video-thumb&quot; src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/vxUyQuuZj44/default.jpg&quot; height=&quot;180&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; di &lt;a href="http://www.travelandfunny.com/users.php?id?65"&gt;MarcusCorvis&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Siracusa (Sa'rausa in siciliano) è un comune italiano di 123.549 abitanti[1], capoluogo della provincia di Siracusa in Sicilia.

Posta sulla costa sud-orientale dell'isola, è la quarta città della Sicilia per numero di abitanti, dopo Palermo, Catania e Messina.

Già definita da Cicerone &quot;la più grande e bella di tutte le città greche&quot;, dal 2005, insieme con la necropoli rupestre di Pantalica, è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Il nome Siracusa deriva dal siculo Syraka (abbondanza d'acqua) per la presenza di molti corsi d'acqua e di una zona paludosa. Sia in greco che in latino è al plurale, Syracusae, perché la città fondata da Archia, un nobile di Corinto nel 734 a.C., divenne in pochi anni la Pentàpoli in quanto al nucleo originale, costituito sull’isola di Ortigia si aggiunsero man mano altri quattro nuclei: Acradina, Tiche, Neàpoli ed Epipoli.

La fama di Siracusa è legata alla sua storia greca, quando la polis comandava sui mari insidiando la potenza di cartaginesi e romani fino a diventare il primo grande impero d'occidente. Di quell'epoca restano molte testimonianze, come la famosissima Fonte Aretusa, una fonte d'acqua dolce nel cuore di Ortigia, legata al mito di Aretusa e Alfeo celebrato da tanti poeti e scrittori e l'Acquedotto Galermi. Sotto il tiranno Dionisio I il grande, la città ebbe un'espansione eccezionale in Adriatico, dove sorsero varie colonie siracusane, tra cui Ancona, Adria, Issa; l'Adriatico del IV secolo era un mare siracusano.

Nell'area archeologica della Neapolis, l'antico cuore della città si trovano il Teatro greco, dotato di un'eccellente acustica era sede di rappresentazioni oratorie e teatrali, animando la vita politica e culturale della città. Ad oggi esso è il fulcro delle rappresentazioni classiche dell'INDA. Anche l'Orecchio di Dionisio, cavità artificiale ricavata dall'estrazione della pietra, è spesso sede di spettacoli estivi di grande suggestione. A pochi passi si trova anche l'Ara di Ierone un altare monumentale voluto da Gerone II.

La città era anticamente difesa da una cinta muraria che aveva il suo apice nel Castello Eurialo, unico esempio di fortezza greca ancora intatta e mai espugnata, che dominava la città nel punto più avanzato. Per la sua costruzione e per la costruzione degli altri templi di epoca greca furono edificate diverse latomie, di cui la più famosa è la Latomia dei Cappuccini nella quale vennero rinchiusi i soldati prigionieri della guerra con Atene, lasciati morire di fame e stenti.

Siracusa possiede anche alcuni templi parzialmente intatti, di cui il più famoso è il Tempio di Apollo,il più antico della Sicilia e collocato in Ortigia; mentre il Tempio di Zeus detto &quot;rui culonne&quot; (due colonne) perché dell'intera costruzione restano in piedi solo due colonne, risulta essere il secondo tempio più antico della città. La stessa Cattedrale non è altro che lo splendido Athènaion fatto erigere da Gelone dopo la vittoria di Himera: entrandovi si ripercorre la storia della religione in Occidente: dal naòs (la cella del tempio greco) è stata ricavata la navata centrale, mentre il perimetro delle navate laterali è segnato dalle possenti colonne doriche dell'antica peristasi.

fonte wikipedia &lt;br /&gt;</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=763</link>
      <pubDate>Tue, 7 Sep 2010 11:06:34 GMT</pubDate>
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      <title>Siracusa</title>
      <description>&lt;a href=&quot;vwatch.php?id=762&quot; title=&quot;Siracusa&quot; class=&quot;&quot;&gt;&lt;img class=&quot;video-thumb&quot; src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/awh5uQOAp4g/default.jpg&quot; height=&quot;180&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; di &lt;a href="http://www.travelandfunny.com/users.php?id?65"&gt;MarcusCorvis&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Siracusa (Sa'rausa in siciliano) è un comune italiano di 123.549 abitanti[1], capoluogo della provincia di Siracusa in Sicilia.

Posta sulla costa sud-orientale dell'isola, è la quarta città della Sicilia per numero di abitanti, dopo Palermo, Catania e Messina.

Già definita da Cicerone &quot;la più grande e bella di tutte le città greche&quot;, dal 2005, insieme con la necropoli rupestre di Pantalica, è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Il nome Siracusa deriva dal siculo Syraka (abbondanza d'acqua) per la presenza di molti corsi d'acqua e di una zona paludosa. Sia in greco che in latino è al plurale, Syracusae, perché la città fondata da Archia, un nobile di Corinto nel 734 a.C., divenne in pochi anni la Pentàpoli in quanto al nucleo originale, costituito sull’isola di Ortigia si aggiunsero man mano altri quattro nuclei: Acradina, Tiche, Neàpoli ed Epipoli.

La fama di Siracusa è legata alla sua storia greca, quando la polis comandava sui mari insidiando la potenza di cartaginesi e romani fino a diventare il primo grande impero d'occidente. Di quell'epoca restano molte testimonianze, come la famosissima Fonte Aretusa, una fonte d'acqua dolce nel cuore di Ortigia, legata al mito di Aretusa e Alfeo celebrato da tanti poeti e scrittori e l'Acquedotto Galermi. Sotto il tiranno Dionisio I il grande, la città ebbe un'espansione eccezionale in Adriatico, dove sorsero varie colonie siracusane, tra cui Ancona, Adria, Issa; l'Adriatico del IV secolo era un mare siracusano.

Nell'area archeologica della Neapolis, l'antico cuore della città si trovano il Teatro greco, dotato di un'eccellente acustica era sede di rappresentazioni oratorie e teatrali, animando la vita politica e culturale della città. Ad oggi esso è il fulcro delle rappresentazioni classiche dell'INDA. Anche l'Orecchio di Dionisio, cavità artificiale ricavata dall'estrazione della pietra, è spesso sede di spettacoli estivi di grande suggestione. A pochi passi si trova anche l'Ara di Ierone un altare monumentale voluto da Gerone II.

La città era anticamente difesa da una cinta muraria che aveva il suo apice nel Castello Eurialo, unico esempio di fortezza greca ancora intatta e mai espugnata, che dominava la città nel punto più avanzato. Per la sua costruzione e per la costruzione degli altri templi di epoca greca furono edificate diverse latomie, di cui la più famosa è la Latomia dei Cappuccini nella quale vennero rinchiusi i soldati prigionieri della guerra con Atene, lasciati morire di fame e stenti.

Siracusa possiede anche alcuni templi parzialmente intatti, di cui il più famoso è il Tempio di Apollo,il più antico della Sicilia e collocato in Ortigia; mentre il Tempio di Zeus detto &quot;rui culonne&quot; (due colonne) perché dell'intera costruzione restano in piedi solo due colonne, risulta essere il secondo tempio più antico della città. La stessa Cattedrale non è altro che lo splendido Athènaion fatto erigere da Gelone dopo la vittoria di Himera: entrandovi si ripercorre la storia della religione in Occidente: dal naòs (la cella del tempio greco) è stata ricavata la navata centrale, mentre il perimetro delle navate laterali è segnato dalle possenti colonne doriche dell'antica peristasi.

fonte wikipedia &lt;br /&gt;</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=762</link>
      <pubDate>Tue, 7 Sep 2010 11:05:52 GMT</pubDate>
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      <title>Siracusa</title>
      <description>&lt;a href=&quot;vwatch.php?id=761&quot; title=&quot;Siracusa&quot; class=&quot;&quot;&gt;&lt;img class=&quot;video-thumb&quot; src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/bdj_GScO2zw/default.jpg&quot; height=&quot;180&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; di &lt;a href="http://www.travelandfunny.com/users.php?id?65"&gt;MarcusCorvis&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Siracusa (Sa'rausa in siciliano) è un comune italiano di 123.549 abitanti[1], capoluogo della provincia di Siracusa in Sicilia.

Posta sulla costa sud-orientale dell'isola, è la quarta città della Sicilia per numero di abitanti, dopo Palermo, Catania e Messina.

Già definita da Cicerone &quot;la più grande e bella di tutte le città greche&quot;, dal 2005, insieme con la necropoli rupestre di Pantalica, è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Il nome Siracusa deriva dal siculo Syraka (abbondanza d'acqua) per la presenza di molti corsi d'acqua e di una zona paludosa. Sia in greco che in latino è al plurale, Syracusae, perché la città fondata da Archia, un nobile di Corinto nel 734 a.C., divenne in pochi anni la Pentàpoli in quanto al nucleo originale, costituito sull’isola di Ortigia si aggiunsero man mano altri quattro nuclei: Acradina, Tiche, Neàpoli ed Epipoli.

La fama di Siracusa è legata alla sua storia greca, quando la polis comandava sui mari insidiando la potenza di cartaginesi e romani fino a diventare il primo grande impero d'occidente. Di quell'epoca restano molte testimonianze, come la famosissima Fonte Aretusa, una fonte d'acqua dolce nel cuore di Ortigia, legata al mito di Aretusa e Alfeo celebrato da tanti poeti e scrittori e l'Acquedotto Galermi. Sotto il tiranno Dionisio I il grande, la città ebbe un'espansione eccezionale in Adriatico, dove sorsero varie colonie siracusane, tra cui Ancona, Adria, Issa; l'Adriatico del IV secolo era un mare siracusano.

Nell'area archeologica della Neapolis, l'antico cuore della città si trovano il Teatro greco, dotato di un'eccellente acustica era sede di rappresentazioni oratorie e teatrali, animando la vita politica e culturale della città. Ad oggi esso è il fulcro delle rappresentazioni classiche dell'INDA. Anche l'Orecchio di Dionisio, cavità artificiale ricavata dall'estrazione della pietra, è spesso sede di spettacoli estivi di grande suggestione. A pochi passi si trova anche l'Ara di Ierone un altare monumentale voluto da Gerone II.

La città era anticamente difesa da una cinta muraria che aveva il suo apice nel Castello Eurialo, unico esempio di fortezza greca ancora intatta e mai espugnata, che dominava la città nel punto più avanzato. Per la sua costruzione e per la costruzione degli altri templi di epoca greca furono edificate diverse latomie, di cui la più famosa è la Latomia dei Cappuccini nella quale vennero rinchiusi i soldati prigionieri della guerra con Atene, lasciati morire di fame e stenti.

Siracusa possiede anche alcuni templi parzialmente intatti, di cui il più famoso è il Tempio di Apollo,il più antico della Sicilia e collocato in Ortigia; mentre il Tempio di Zeus detto &quot;rui culonne&quot; (due colonne) perché dell'intera costruzione restano in piedi solo due colonne, risulta essere il secondo tempio più antico della città. La stessa Cattedrale non è altro che lo splendido Athènaion fatto erigere da Gelone dopo la vittoria di Himera: entrandovi si ripercorre la storia della religione in Occidente: dal naòs (la cella del tempio greco) è stata ricavata la navata centrale, mentre il perimetro delle navate laterali è segnato dalle possenti colonne doriche dell'antica peristasi.

fonte wikipedia &lt;br /&gt;</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=761</link>
      <pubDate>Tue, 7 Sep 2010 11:05:12 GMT</pubDate>
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      <title>Il chiostro di Chiaravalle della Colomba -Alseno - Piacenza</title>
      <description>&lt;a href=&quot;vwatch.php?id=760&quot; title=&quot;Il chiostro di Chiaravalle della Colomba -Alseno - Piacenza&quot; class=&quot;&quot;&gt;&lt;img class=&quot;video-thumb&quot; src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/9lbhl0Op92E/default.jpg&quot; height=&quot;180&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; di &lt;a href="http://www.travelandfunny.com/users.php?id?65"&gt;MarcusCorvis&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;L'abbazia è stata fondata da San Bernardo di Chiaravalle stesso attorno al 1135. Il complesso nacque quando Bernardo accolse le suppliche del vescovo Arduino di Piacenza e del suo popolo: era tipico dei monasteri cistercensi, infatti, insediarsi in zone disagiate, lavorando attivamente per coltivarle e bonificarle e incanalando lo sforzo di ascesi spirituale attraverso il duro lavoro. Celebre è, in tal senso, la formula Ora et labora.

Il primo documento che ne riporta l'esistenza ufficiale è, nel 1136, una institutionis paginam del Vescovo Arduino stesso. Con essa il prelato concede al monastero i primi beni terrieri, cui altri seguiranno dai marchesi Pallavicino e Cavalcabò. Tuttavia l’inizio dei lavori del corpo della Basilica è successivo al 1145 e si protrae per i duecento anni successivi.

Il primo privilegio papale giunge il 7 febbraio 1137 ad opera di Papa Innocenzo II. Il monastero verrà poi accolto sotto la protezione della Sede Apostolica ad opera di Papa Lucio II, con il Laterano del 12 luglio 1144.

Già in questo antico documento si fa riferimento all'appellativo della colomba. La leggenda vuole che una colomba candida avesse volteggiato dinanzi agli occhi dei monaci, delineando con pagliuzze il perimetro del complesso. Tuttavia è assai più probabile che che l’intitolazione a Santa Maria della Colomba faccia riferimento alla discesa dello Spirito Santo nel grembo di Maria durante l'Annunciazione.

Il monastero, tuttavia, fu spesso preda di razzie soprattutto ad opera dei vari eserciti che si contendevano il controllo del territorio. Ad esempio, diversi monaci furono uccisi nel saccheggio e conseguente incendio del 1248 ad opera di Federico II di Svevia.
Un altro grave problema si verificò quando invalse l'uso della commenda. Secondo tale uso una data Abbazia o monastero si vedeva assegnare come priore un personaggio illustre.
Questi viveva, solitamente, ben lontano dal monastero stesso, raramente se ne occupava e più solitamente si limitava ad incassarne le cospicue rendite economiche. L'Abbazia di Chiaravalle della Colomba, sede famosa di attività religiose, scientifiche, letterarie e agronomiche, si vide data in commenda nel 1444.
Nonostante ciò si ampliò e prosperò nei secoli a venire, sino all'epoca napoleonica, quando due decreti, del 1805 e 1810, ne confiscarono i beni e la soppressero come istituzione.
I religiosi, come accadde in molti altri istituti, vennero allontanati. Proprietà quali l’archivio, la biblioteca e gli arredi andarono persi, mentre i mille ettari di terreno e i fabbricati divennero proprietà degli Ospedali Civili di Piacenza.
Sino al 1937 rimase soltanto un abate-parroco del clero secolare; il complesso architettonico, disgraziatamente, fu vittima di incuria e abbandono.

Tuttavia nel 1937 l'ultimo abate-parroco, don Guglielmo Bertuzzi, convinse il Vescovo di Piacenza a richiamare i monaci, che vennero dall’Abbazia di Casamari.
Questi assunsero la cura della parrocchia e del complesso stesso, che ha avuto diversi restauri negli anni e di altri ancora necessita. Oggi è sede di ritiri spirituali, convegni di studio e meta di visitatori che cercano i prodotti tipici dei monaci: liquori, tisane, medicinali fitoterapici, profumi, mieli pregiati.

La ricorrenza liturgica oggi più nota è il Corpus Domini, che si svolge in giugno. Durante la festa ha luogo la celebre «infiorata»: un grande tappeto di petali che parte dall’ingresso della chiesa al presbiterio della basilica e che raffigura motivi sacri, spesso eucaristici. &lt;br /&gt;</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=760</link>
      <pubDate>Mon, 6 Sep 2010 11:30:36 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="true">http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=760</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Il duomo</title>
      <description>&lt;a href=&quot;vwatch.php?id=759&quot; title=&quot;Il duomo&quot; class=&quot;&quot;&gt;&lt;img class=&quot;video-thumb&quot; src=&quot;http://i.ytimg.com/vi/mrDPh97MCNM/default.jpg&quot; height=&quot;180&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; di &lt;a href="http://www.travelandfunny.com/users.php?id?65"&gt;MarcusCorvis&lt;/a&gt; &lt;br /&gt; Una nuova cattedrale europea [modifica]

Nel luogo dove sorge il Duomo, un tempo si trovavano l'antica cattedrale di Santa Maria Maggiore, cattedrale invernale, e la basilica di Santa Tecla, cattedrale estiva. Dopo il crollo del campanile, l'arcivescovo Antonio de' Saluzzi, sostenuto dalla popolazione, promosse la ricostruzione di una nuova e più grande cattedrale (1386), che sorgesse sul luogo del più antico cuore religioso della città[2]. Per il nuovo edificio si iniziò ad abbattere entrambe le chiese precedenti: Santa Maria Maggiore venne demolita per prima, Santa Tecla in un secondo momento, nel 1461-1462 (parzialmente ricostruita nel 1489 e definitivamente abbattuta nel 1548)[3].

La nuova fabbrica, a giudicare dai resti archeologici emersi dagli scavi nella sacrestia, doveva prevedere originariamente un edificio in mattoni secondo le tecniche del gotico lombardo. Nel gennaio 1387 si gettarono le fondazioni dei piloni, opere colossali che erano state già progettate su disegno l'anno prima. Durante il 1387 si continuarono gli scavi delle fondazioni e si gettarono i piloni. Ciò che fu fatto prima del 1386 venne tutto disfatto o quasi. Nel corso dell'anno il Signore della città, Gian Galeazzo Visconti, assunse il controllo dei lavori, imponendo un progetto più ambizioso[4]. Il materiale scelto per la nuova costruzione divenne allora il marmo di Candoglia e le forme architettoniche quelle del tardo gotico di ispirazione renano-boema. Il desiderio di Gian Galeazzo era infatti quello di dare alla città un grandioso edificio al passo con le più aggiornate tendenze europee, che simboleggiasse le ambizioni del suo Stato, che, nei suoi piani, sarebbe dovuto diventare il centro di una monarchia nazionale italiana come era successo in Francia e in Inghilterra, inserendosi così tra le grandi potenze del continente. Gian Galeazzo mise a disposizione le cave e accordò forti sovvenzioni ed esenzioni fiscali: ogni blocco destinato al Duomo era marchiato AUF (Ad usum Fabricae), e per questo sgravo da qualsiasi tributo di passaggio: da allora è rimasto il modo di dire &quot;a ufo&quot;, sinonimo di gratuito[5].

Come testimonia il ricco archivio conservatosi fino ai giorni nostri, il primo ingegnere capo fu Simone d'Orsenigo, affiancato da altri maestri lombardi, che nel 1388 iniziarono i muri perimetrali. Nel 1389-1390 il francese Nicolas de Bonaventure venne incaricato di disegnare i finestroni[3].

A dirigere il cantiere vennero chiamati architetti francesi e tedeschi, come Jean Mignot, Jacques Coene o Enrico di Gmünd, i quali però restavano in carica per pochissimo tempo, incontrando una scoperta ostilità da parte delle maestranze lombarde, abituate a una diversa pratica di lavoro. La fabbrica andò quindi avanti in un clima di tensione, con numerose revisioni, che nonostante tutto diedero origine a un'opera di inconfondibile originalità, sia nel panorama italiano che europeo[6].

Inizialmente le fondazioni erano state preparate per un edificio a tre navate, con cappelle laterali quadrate, i cui muri divisori potessero fare anche da contrafforti. Si decise poi di fare a meno delle cappelle, portando il numero delle navate a cinque e il 19 luglio 1391 venne deliberato l'ingrossamento dei quattro pilastri centrali. Nel settembre dello stesso anno venne interrogato il matematico piacentino Gabriele Stornaloco per definire l'alzato, che si presentava con due ipotesi: &quot;ad triangulum&quot; o &quot;ad quadratum&quot;. Il 1 maggio 1392 si scelse la forma delle navate progressivamente decrescenti per un'altezza massima di 76 braccia[3].

Nel 1858 venne demolito il campanile che si trovava sulla navata, e le campane vennero trasferite nel tiburio, tra le doppie volte. Per tutto il XIX secolo furono completate le guglie e le decorazioni architettoniche, fino al 1892[3]. Per tutto il secolo si susseguirono inoltre lavori di restauro, volti a sostituire i materiali danneggiati dal tempo.

Nel corso della seconda guerra mondiale la Madonnina venne coperta da stracci, onde evitare che i riflessi di luce sulla sua superficie dorata da poco rifatta potessero venire usati come punto di riferimento per i bombardieri alleati in volo sulla città, mentre le vetrate furono preventivamente rimosse e sostituite da rotoli di tela. Pur non essendo stato centrato da bombe ad elevato potenziale, anche il duomo venne danneggiato durante i bombardamenti aerei ed il suo portone centrale bronzeo mostra ancor oggi alcune &quot;ferite&quot; da parte di spezzoni di bombe esplose nelle vicinanze. Nel secondo dopoguerra, a seguito dei danni subiti dai bombardamenti aerei, il Duomo fu restaurato in gran parte, successivamente le restanti porte di legno furono sostituite con altre di bronzo, opera degli scultori Arrigo Minerbi, Giannino Castiglioni e Luciano Minguzzi.

Negli anni '60 del Novecento l'inquinamento atmosferico, l'abbassamento della falda freatica e le vibrazioni del traffico e della vicina linea della metropolitana, unite al degrado naturale dei materiali e ad alcuni errori originali nella costruzione, portarono a una grave situazione di rischio, che minò seriamente la stabilità dei quattro piloni che reggono il tiburio e rese necessari, nel 1969, la chiusura della piazza al traffico e il rallentamento dei treni della linea 1. Il restauro statico dei piloni iniziò nel 1981 e venne concluso nel 1986 in occasione del seicentenario della costruzione[3].

Ancor oggi la manutenzione della cattedrale è affidata alla Veneranda fabbrica del Duomo i cui interventi sono continui tanto da far nascere l'espressione milanese Longh comm la fabbrica del Domm, per intendere qualcosa di interminabile[9].
Contesto urbanistico [modifica]

http://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Milano &lt;br /&gt;</description>
      <link>http://www.travelandfunny.com/vwatch.php?id=759</link>
      <pubDate>Mon, 6 Sep 2010 11:29:12 GMT</pubDate>
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