Featured Videos - Fri, May 18th, 2012
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Matera
by MarcusCorvis"Matera è città antichissima, il cui territorio testimonia insediamenti senza soluzione di continuità sin dall'età paleolitica[5]. Infatti nelle grotte sparse lungo le Gravine materane sono stati ritrovati diversi oggetti risalenti a quell'epoca, testimonianti la presenza di gruppi di cacciatori. Nel periodo Neolitico gli insediamenti diventarono più stabili, tanto che sono presenti tracce evidenti di diversi villaggi trincerati, in particolare sulla Murgia Timone. Con le Età dei metalli nacque il primo nucleo urbano, quello dell'attuale Civita, sulla sponda destra della Gravina[5]. Sorta su un preistorico villaggio trincerato, la città che si sviluppò successivamente ha probabili origini greche, come afferma il Volpe nelle sue Memorie storiche profane e religiose sulla città di Matera, citando anche l'Ughelli, il Pacichelli ed il Padre Bonaventura da Lama che erano giunti a tale conclusione. Ciò sarebbe confermato dall'emblema della città, il bue con le spighe di grano, che secondo il Volpe stesso è un simbolo tipico della Magna Grecia; inoltre il Gattini cita l'ipotesi di alcuni storici secondo i quali riprodurrebbe l'emblema della città di Metaponto, che era appunto un bue, mentre le spighe di grano erano figure ricorrenti nelle monete greche. Gattini a conferma di ciò cita anche alcuni versi del poeta Tommaso Stigliani: «Il marinaro di Metaponto antica, la quale a nostra età dett'è Matera», e fa riferimento all'accoglienza data da Matera ai profughi metapontini dopo la distruzione della loro città da parte di Annibale. La città, secondo l'ipotesi del Cely Colaianni, sembra essere stata anticamente chiamata Mataia ole dai Greci, che deriva da Mataio olos, il cui significato è tutto vacuo, con riferimento alla Gravina, fossa attraversata da torrenti; ulteriore ipotesi è che il nome derivi da Mata (cumulo di rocce), radice utilizzata per diversi nomi geografici; altri sostengono che il nome derivi dalle iniziali di Metaponto ed Heraclea, avendo accolto profughi delle due città dopo la loro distruzione; infine Mateola, nome antico della città, potrebbe derivare dal consolato romano di Quinto Cecilio Metello Numidico, che la riedificò e la fece cingere di mura e di alte torri[6]. Plinio il Vecchio nella sua Naturalis historia (Liber III, 105), chiamò Mateolani gli abitanti della città e li elencò tra gli Apuli Lucani, una delle tre stirpi di Apuli da lui menzionate (Apulorum genera tria)[7]. Nel periodo della Magna Grecia, Matera ebbe stretti rapporti con le colonie situate sulla costa metapontina, e successivamente in età romana fu solo centro di passaggio ed approvvigionamento[8]. Nel 664 d.C. Matera passò sotto il dominio longobardo e venne annessa al Ducato di Benevento. I secoli IX e X furono caratterizzati da aspre lotte fra gli stessi Longobardi, i Saraceni ed i Bizantini, che tentarono più volte di impadronirsi del territorio, e la città fu distrutta dalle truppe di Ludovico II, imperatore dei Franchi, proprio nel tentativo di cacciare i Saraceni. Nel frattempo, a partire dall'VIII secolo, il territorio materano fu teatro di una notevole immigrazione di monaci benedettini e bizantini, che si stabilirono lungo le grotte della Gravina trasformandole in Chiese rupestri. Dopo l'insediamento dei Normanni avvenuto nel 1043 la città conobbe un periodo di pace. Nei secoli seguenti, fra carestie e terremoti, Matera fu a lungo città Regia, in quanto si liberava dal dominio feudale riscattandosi più volte, ma sotto gli Aragonesi la città fu ceduta al Conte Giovan Carlo Tramontano, che nel 1514 venne ucciso dalla popolazione oppressa dalle tasse. Nel 1663, in epoca spagnola, Matera uscì dalla provincia di Terra d'Otranto, di cui fino ad allora era parte integrante, diventando capoluogo della Basilicata. Tale titolo le rimase fino al 1806, quando Giuseppe Bonaparte trasferì le competenze a Potenza. Nel 1927 la città divenne capoluogo di provincia. Matera fu la prima città del Mezzogiorno ad insorgere contro i nazisti; infatti il 21 settembre 1943, giorno della strage di Matera, il popolo materano insorse contro l'oppressione esercitata dall'occupazione nazista. Undici persone trovarono la morte a seguito dei mitragliamenti tedeschi in ritirata. La giornata raggiunse il suo culmine con la feroce rappresaglia nazista che costò la vita ad altri 13 cittadini fatti saltare in aria nel "palazzo della milizia". Nel 1948 nacque la questione dei Sassi di Matera, sollevata da Palmiro Togliatti prima, e da Alcide De Gasperi dopo. Nel 1952 una legge nazionale stabilì lo sgombero dei Sassi e la costruzione di nuovi quartieri residenziali che svilupparono la città nuova nella quale confluirono i 15.000 abitanti dei Sassi. Nel 1980 fu parzialmente danneggiata dal terremoto che colpì l'Irpinia e dalle scosse che seguirono. Nel 1986 una nuova legge nazionale finanziò il recupero degli antichi rioni materani, ormai degradati da oltre trent'anni di abbandono. Nel 1993 infine i Sassi di Matera furono dichiarati dall'UNESCO Patrimonio mondiale dell'umanità. Matera è nota anche come città dei Sassi, proprio per la peculiarità e l'unicità del suo centro storico. Scavati e costruiti a ridosso della Gravina di Matera, una profonda gola che divide il territorio in due, i Sassi di Matera, rioni che costituiscono la parte antica della città, si distendono in due vallette, che guardano ad est, leggermente sottoposte rispetto ai territori circostanti, separate tra loro dallo sperone roccioso della Civita. Questa posizione invidiabile, ha reso di fatto la città invisibile agli occhi dei suoi nemici per millenni, permettendole di passare pressoché indenne attraverso secoli di storia. Il Sasso Barisano, girato a nord-ovest sull'orlo della rupe, se si prende come riferimento la Civita, fulcro della città vecchia, è il più ricco di portali scolpiti e fregi che ne nascondono il cuore sotterraneo. Il Sasso Caveoso, che guarda invece a sud, è disposto come un anfiteatro romano, con le case-grotte che scendono a gradoni, e prende forse il nome dalle cave e dai teatri classici. Al centro la Civita, sperone roccioso che separa i due Sassi, sulla cui sommità si trovano la Cattedrale ed i palazzi nobiliari. Insieme formano l'antico nucleo urbano di Matera, dichiarato dall'UNESCO paesaggio culturale. I Sassi di Matera sono un insediamento urbano derivante dalle varie forme di civilizzazione ed antropizzazione succedutesi nel tempo. Da quelle preistoriche dei villaggi trincerati del periodo neolitico, all'habitat della civiltà rupestre di matrice orientale (IX-XI secolo), che costituisce il sostrato urbanistico dei Sassi, con i suoi camminamenti, canalizzazioni, cisterne; dalla civitas di matrice occidentale normanno-sveva (XI-XIII secolo), con le sue fortificazioni, alle successive espansioni rinascimentali (XV-XVI secolo) e sistemazioni urbane barocche (XVII-XVIII secolo); ed infine dal degrado igienico-sociale del XIX e della prima metà del XX secolo allo sfollamento disposto con legge nazionale negli anni cinquanta, fino all'attuale recupero iniziato a partire dalla legge del 1986. La scelta di questo sito, sebbene abbia garantito una estrema sicurezza all'abitato, ha comportato ai suoi abitanti enormi difficoltà nell'approvvigionamento delle acque. Di fatto i Sassi si trovano su di un enorme banco calcarenitico a circa 150 metri dal livello del torrente, mentre le colline d'argilla che li circondano ad ovest risultano essere troppo lontane, per una città che costruita nell'ottica dell'assedio, doveva garantirsi l'autonomia al suo interno. Sin dai primi giorni quindi, i suoi abitanti concentrarono le loro energie, non tanto sulla costruzione delle case, quanto sullo scavo di cisterne e palombari e dei relativi sistemi di canalizzazione delle acque. Vista in quest'ottica Matera risulta essere uno dei più antichi e meglio conservati esempi di bio-architettura al mondo. Una breve analisi dei sistemi insediativi costruiti intorno all'acqua, ci mostra come di fatto tutte le civiltà e le tradizioni costruttive più antiche del mondo, abbiano numerosi punti in comune, sebbene secoli e chilometri le vedano come elementi distinti. Ad un occhio attento, strutture apparentemente semplici e rudimentali, si rivelano come dei prodigi di efficienza tecnica. Le umili tecniche arcaiche, dimenticate dagli stessi abitanti, acquistano un fascino ed un valore un tempo inimmaginabile. I trogloditi che scavano canali e cisterne, costruiscono giardini pensili, ed attorno agli spazi collettivi, oggi chiamati vicinati condividono le proprie risorse, appaiono d'un tratto degli esseri geniali. Ma il bello è che tutto questo è ancora presente e vivo, sotto i nostri occhi in una città, Matera, che ha del magico."
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Table Mountain - Città del Capo
by MarcusCorvis"Table Mountain (Tafelberg in afrikaans) è una montagna piatta nel Western Cape, Sudafrica; sovrasta gli edifici di Città del Capo e si trova completamente inclusa nel territorio della città. La parte frontale, rivolta verso la città, è lunga circa tre chilometri e sostanzialmente diritta; il versante opposto ha una morfologia notevolmente più complessa. La cima della montagna è spesso avvolta da una coltre di nubi che, coerentemente col nome della montagna ("montagna-tavolo"), viene chiamata "tovaglia"; è formata dall'umidità che sale da False Bay, a est. Indice [nascondi] * 1 Descrizione * 2 Flora e fauna * 3 Turismo * 4 Curiosità * 5 Voci correlate * 6 Collegamenti esterni Descrizione [modifica] La Table Mountain fa parte di un complesso di rilievi che include a est il Devil's Peak (1.000 m) e a nord Lion's Head (669 m) e la collina di Signal Hill. Il punto più alto della montagna, il "Maclear's Beacon" è situato a 1,086 m s.l.m., e prende il nome da un segnale (beacon) postovi da Thomas Maclear come punto di riferimento per calcoli trigonometrici. Non si tratta di un vero e proprio picco, in quanto si trova appena 19 metri sopra il punto di arrivo della cabinovia che sale le pendici del monte partendo dalla città. Flora e fauna [modifica] Irace del Capo La vegetazione della montagna appartiene al cosiddetto fynbos, una sorta di macchia mediterranea a elevatissima biodiversità. Sulla Table Mountain si trovano circa 1470 specie di piante (più di quante se ne contino nell'intero Regno Unito). Predominano le protee, i fiori tipici del Cape Floral Kingdom. La vegetazione della Table Mountain è oggi minacciata dall'invasione di specie non originarie, in particolare del pino marittimo. L'animale più comune sulla montagna è l'irace del Capo (procavia capensis); questi animali simili a grossi roditori (ma non realmente imparentati con essi) frequentano le aree in cui passano i turisti, come la stazione della cabinovia, alla ricerca di rifiuti di cui cibarsi. Altri animali presenti sulla montagna includono il porcospino del Capo, due specie di mangusta e due di genetta, diverse specie di serpenti e tartughe. I leoni e i leopardi che una volta abitavano la montagna sono oggi estinti; è incerto lo stato di conservazione di altre due specie di felini della zona, il caracul (una sorta di lince) e il gatto selvatico africano (qui chiamato vaalboskat o vaalkat). Turismo [modifica] Vista di Città del Capo dalla Table Mountain (sullo sfondo Robben Island) La montagna è accessibile da Città del Capo usando una cabinovia inaugurata il 4 ottobre 1929 e rinnovata nello stesso giorno del 1997. La versione moderna della cabinovia (detta Cable Car) porta fino a 65 persone e ruota su sé stessa mentre si sposta, per consentire una vista ideale a tutti i passeggeri; arriva in cima in appena 7 minuti. Vi sono inoltre numerose opportunità per il trekking, la scalata e altre attività sportive; il primo sentiero per l'ascesa fu aperto nel 1503 da un portoghese. Guide dettagliate in merito ai percorsi possibili sono in vendita in molti negozi della città. In presenza di nubi (il table cloth), la visita della montagna è vietata e la cabinovia cessa di funzionare. La Table Mountain appartiene al Table Mountain National Park, che si spinge a sud nella Penisola del Capo. Curiosità [modifica] Table Mountain è l'unico elemento geografico terrestre a dare il nome a una costellazione: la Mensa (che significa appunto "tavolo"), che si vede sotto Orione nell'emisfero meridionale alla metà di luglio, fu battezzata nel XVIII secolo dall'astronomo francese Nicolas de Lacaille, durante la sua permanenza in Sudafrica."
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Castello di Trim- Meath- Ireland
by MarcusCorvis"Un altro video relativo ad uno dei castelli che si può trovare in Irlanda"
















































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